venerdì 30 luglio 2010

Amiche mie.

Tanto tempo fa scrissi un post dedicato alle mie amiche. Sento che è tempo di scriverne un secondo.
Alcuni mi chiedono come mai la maggior parte delle mie amicizie siano donne. Io non ho una risposta. Né cercarla mi interessa quanto cullarmi nelle morbide conseguenze che questo comporta. Be', non proprio sempre morbide, ad esser sinceri. Anzi, talora, tutt'altro. Ma fa lo stesso.
Che siano amiche vicine o lontane, che siano rapporti recenti o datati, che siano presenti o in vacanza, che siano impiegate o artiste, o tutt'e due... senza di Voi non sarei quello che sono.
Per uno che, come me, fa fatica a ritrovarsi, siete come delle porte aperte su altrettanti infiniti mondi. Ogni sentiero, ogni pista, ogni strada, attraversa luoghi che un uomo, per quanti sforzi possa fare, non è nemmeno in grado di sognare.
Per poi trovare se stesso alla fine del percorso. Pieno delle vostre immagini, rubate con inconfessata destrezza, custodite con immeritata gelosia, e contemplate con dolce invidia.
Sempre Vostro.

2 commenti:

  1. Conseguenze non sempre morbide,è vero.
    Ma quel "non sempre" a volte dura un soffio di mare.
    L'attimo di un respiro di salsedine.
    Poi tutto ritorna morbido.
    Quelle amiche,compresa chi scrive,sono ripagate da altrettanti spiragli di mondi e tracce di sentieri.
    Guardare attraverso porte aperte è raro ma sentirsi libere di lasciarle tali,certe che chi è sulla soglia ha occhi in grado di guardarvi attraverso,forse lo è ancora di più.

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  2. Ecco, vedete, cosa intendo? Ah. Respiro.

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